Piazza dei Mestieri

Marco Andreoni

La caratteristica che più amavamo in Marco era la sua voglia di vivere, il suo desiderio di affrontare tutto ciò che la realtà ci poneva dinnanzi partendo da una positività. Questa positività era certamente una caratteristica del suo temperamento, ma era anche stata resa stabile dall’incontro con il cristianesimo che lo aveva accompagnato dagli anni del liceo.
Si stava bene con Marco, il suo desiderio di costruire qualcosa nella vita, di lasciare un segno nella storia era contagioso: quante nottate trascorse davanti ad una birra a discutere, progettare, ad imparare poco per volta ad essere veramente amici, a pensare a cosa avremmo fatto da grandi!
Poi improvvisamente il 4 settembre del 1986 accadde la cosa più inaspettata: un incidente in montagna, sulle montagne che lui amava, in Trentino dove eravamo insieme in vacanza.

Un sentiero semplice, soprattutto per uno scalatore quale Marco era, un sasso che cede, una caduta di oltre trenta metri, lo sgomento: per Marco non c’era più niente da fare.
Un drammatico vuoto per noi e certamente il Paradiso per lui, ma anche la certezza che quel Mistero Buono che insieme cercavamo di conoscere si era reso presente nella nostra vita e rendeva possibile un’unità prima impensata.
Così il desiderio di costruire insieme dei pezzetti di civiltà e di bellezza si è trasformato in opere durante questi anni, fino alla Piazza dei Mestieri.
Grazie Marco.

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