Piazza dei Mestieri

Contesto Europeo

Uno dei principali elementi della strategia degli Stati Membri dell’UE per combattere l’esclusione è la riforma dei loro sistemi educativi, per renderli più adatti alle evoluzioni del mercato mondiale e per ridurre il numero di abbandoni scolastici.

Il Consiglio Europeo di Lisbona nel marzo del 2000, ha chiesto di investire sulle risorse umane e di lottare contro l’esclusione sociale, concludendo che l’investimento nei settori dell’educazione e della formazione è una priorità politica che deve portare ad un dimezzamento entro il 2010 del numero di persone di età compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno completato solo la prima parte delle scuole superiori.

In particolare ha chiesto agli stati membri di:

  • Aumentare ogni anno in modo sostanziale l’investimento nel capitale umano
  • Sviluppare centri locali polivalenti per l’acquisizione di competenze
  • Stabilire dei partenariati educativi tra le scuole, i centri di formazione, le imprese, gli istituti di ricerca
  • Favorire lo sviluppo delle competenze relative alle tecnologie dell’informazione e alle lingue straniere e permettere l’acquisizione dello spirito d’iniziativa e di capacità sociali

Il Consiglio sulle direttive per l’impiego negli Stati Membri per il 2001 ha fatto propri i risultati di Lisbona e ha messo in cima ai suoi impegni la promozione dell’inclusione sociale e del diritto di tutti ad accedere al mercato del lavoro, anche promuovendo l’educazione e la formazione durante tutto l’arco della vita, il che è integrato in ognuno dei quattro pilastri della strategia del lavoro del processo di Lussemburgo.

Il modello della Piazza dei Mestieri si situa nella linea guida n° 4 che propone di migliorare la qualità dei sistemi educativi e di formazione degli stati membri, nonché i programmi corrispondenti, in particolare modernizzando i sistemi di apprendimento e la formazione, rendendoli più efficaci e realizzando dei centri locali di acquisizione di conoscenze polivalenti.

La Piazza dei Mestieri si colloca anche all’interno della linea guida n° 7 del Processo del Lussemburgo che affronta il problema dell’esclusione sociale: gli stati membri dovranno promuovere l’integrazione attraverso lo sviluppo di percorsi composti di misure efficaci di prevenzione e di politica attiva a favore dell’integrazione sul mercato del lavoro dei gruppi o delle persone a rischio o svantaggiate, allo scopo di evitare l’emarginazione, la comparsa di “lavoratori poveri” e la deriva verso l’esclusione.


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